Un altro mondo è possibile: utopie al femminile nell'antichità greca ed etrusca

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si vuole riflettere insieme su alcune testimonianze dal mondo antico che invece sembrano esprimere rispetto, amore e persino paura verso le donne e verso il loro stare al mondo, nonché ammirazione per il loro coraggio e per la loro forza. Sono testimonianze che vengono da voci maschili, perché per secoli alle donne non è stata data espressione, oppure dall’archeologia e dalla cultura materiale; si tratta di documenti tanto più interessanti proprio perché navigano in un’immensità di racconti su violenze, stupri, abusi, sottomissioni. Vogliamo rileggere insieme queste testimonianze, considerandole frammenti luminosi: ci suggeriscono che un altro mondo sarebbe stato possibile ed è possibile, se al sopruso si sostituisse almeno l’ascolto, se alla dimostrazione di potere si sostituisse la volontà di vivere insieme e insieme progettare politicamente.

Ed ecco l’Elena omerica e saffica, che afferma l’amore come più importante e prezioso di qualsiasi esercito; ecco Penelope, la cui amministrazione del potere diventa più accorta di quella dei maschi; ecco le donne che siedono a parlamento, intraprendono lo sciopero del sesso e ottengono la fine della guerra, come nelle commedie del pur conservatore Aristofane; ecco le donne etrusche la cui libertà e autorevolezza tanto disturbava i moralisti greci e romani.

Anche la storia e la letteratura scritte dagli uomini lasciano trapelare, loro malgrado, modelli ribelli di donne, che non si votano facilmente al sacrificio, che riescono nonostante tutto ad affermare una loro autonomia di pensiero e una capacità di indissolubile resistenza ai poteri, donne che sfuggono alla logica vittimaria, di cui è pur piena, ad esempio, la tragedia greca, già solo mostrando patriottica abnegazione, come la piccola Ifigenia; donne che intelligentemente non si piegano del tutto al silenzio della loro debole condizione di figlie, mogli e madri, come già la splendida Ismene sorella di Antigone. A tali, rare, smagliature nelle fitte trame del predominante pensiero maschilista dell’antichità cosiddetta classica vogliamo guardare nel nostro incontro, perché un mondo migliore è possibile e perché questa giornata sia costellata anche da altre riflessioni e non solo dalla doverosa ma straziante memoria del sangue sparso delle donne, allora come oggi. Perché siamo tutti alla ricerca, nel buio di questi giorni, di un filo di Arianna che ci conduca fuori dal labirinto.

Un’introduzione al tema sarà a cura di Sotera Fornaro e Raffaella Viccei, ma si auspica che l’incontro dia adito a domande e a una pubblica discussione. Tutti sono invitati.

L'appuntamento è mercoledì 25 novembre alle ore 10 su Team

Gruppo TEAM: Un altro mondo è possibile Codice di accesso: 1sil7ub  (per Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Collegamento: https://teams.microsoft.com/l/team/19%3ada71aae7d6074503a30528441d20a170%40thread.tacv2/conversations?groupId=73a1f90e-426a-4ff3-b0f8-d03f1de891e9&tenantId=22a71226-3ad2-4e92-9bf8-d7d3540412b1

Oppure scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Nelle immagini, la locandina e una scena dalla commedia 'In den Gärten oder Lysistrata Teil di Sybille Berg, in cui si riscrive la 'Lisistrata' di Aristofane e si ipotizza una società senza uomini (l'unico esemplare ancora vivente è conservato in un museo). Lo spettacolo è programmato sulle scene tedesche in tournée anche per il prossimo anno