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La coppa di Nestore

Quando giunse a Bari, Carlo Ferdinando Russo (1922-2013), che due anni prima aveva conseguito la libera docenza in Filologia classica, aveva ventotto anni[1]: allievo della Scuola Normale Superiore tra il 1939 e il 1943, si era laureato in Letteratura greca con Augusto Mancini e aveva seguito i seminari di Giorgio Pasquali, per poi svolgere «funzioni di esercitatore a Firenze e di assistente straordinario a Colonia, grazie alla fiducia di Giorgio Pasquali e di Günther Jachmann»[2]

Dario Del Corno (1933-2010) e Umberto Albini (1923-2011) hanno affiancato alla ricerca universitaria passioni culturali forti e diverse, con una perenne attenzione alla contemporaneità, alle istanze del presente, instaurando, anche in virtù di questa attitudine, un equilibrato dialogo con le culture antiche.

Nato il 3 marzo 1933, Dario Del Corno è scomparso il 28 gennaio 2010. La sua carriera accademica si è svolta interamente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, dove il giovane Del Corno si laurea in Letteratura greca sotto la guida di Raffaele Cantarella, di cui diventa l’allievo prediletto e il successore.

Della complessa e poliedrica figura di Diego Lanza (1937-2018), innovatore degli studi di letteratura greca, storia della tradizione classica, storia degli studi e del mito, ‘Visioni del tragico’ ricorderà qui solo alcuni degli aspetti più legati allo studio e all’interpretazione della tragedia greca, e lo farà attraverso le prefazioni, redatte da suoi allievi diretti, Anna Beltrametti e Gherardo Ugolini, alle recenti ristampe di due suoi libri, La disciplina dell’emozione. Un’introduzione allo studio della tragedia greca (prima edizione 1997)  e Il tiranno e il suo pubblico (prima edizione 1977), ora disponibili nel catalogo dell’editore Petite plaisance .