https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/issue/feed Visioni del tragico. La tragedia greca sulla scena del XXI secolo 2020-09-25T12:09:48+00:00 Sotera Fornaro fornaro@uniss.it Open Journal Systems https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/31 Il costume dell’attore (Medea, Siracusa 2004) 2020-09-25T12:09:48+00:00 Fabio Sartor f.sartor@visionideltragico.it 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Visioni del tragico. La tragedia greca sulla scena del XXI secolo https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/22 Menelao a Siracusa. Conversazione con Sax Nicosia 2020-06-03T20:47:35+00:00 Raffaella Viccei raffaella.viccei@unicatt.it 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/21 Laura Marinoni, Elena e la leggerezza del tragico 2020-06-03T20:44:04+00:00 Raffaella Viccei raffaella.viccei@unicatt.it 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/26 La verticalità del tragico 2020-06-03T20:53:40+00:00 Marina Spreafico redazione@visionideltragico.it 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/20 Persiani sul Tagliamento 2020-06-03T20:41:14+00:00 Andrea Cerica andrea.cerica@alice.it <p><em>I Turcs tal Friùl</em> (I Turchi in Friuli) è l’unica tragedia “greca” di Pasolini composta nel friulano della cittadina materna (Casarsa della Delizia); il dramma trae spunto dalle ultime razzie ottomane del XV secolo (1499) e allude sia al contesto storico nel quale l’opera fu scritta (1944), cioè l’occupazione nazi-fascista del Friuli, sia – più sottilmente – alla seconda invasione persiana della Grecia: a partire da una recente rappresentazione ‘fluviale’ (sul Tagliamento, in località Rosa) l’articolo cerca di spiegare la relazione tra i <em>Turcs</em> e uno dei suoi principali ipotesti, i <em>Persiani</em> di Eschilo.</p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/23 Gli spazi del teatro di Siracusa: la scena contemporanea ha bisogno della ricerca archeologica? 2020-06-03T20:48:47+00:00 Raffaella Viccei raffaella.viccei@unicatt.it <p>Il teatro antico di Siracusa racchiude millenarie memorie architettoniche, teatrali, storiche, culturali, sociali, ideologiche. Spazio di rappresentazioni teatrali dal V sec. a.C. al V sec. d.C., ha smesso di funzionare come edificio da spettacolo per molti secoli fino a quando, nel 1914, ha accolto di nuovo messe in scena, soprattutto di tragedie greche. Quanto e come la storia e l’eredità archeologica di questo teatro e di monumenti contigui, legati a fasi fondamentali della sua vita, incidono nelle rappresentazioni contemporanee di tragedie greche? Come potrebbero incidere? La consapevolezza, sostenuta dalla ricerca archeologica, che questo monumento non sia genericamente un teatro ‘greco’ o ‘antico’ ma un teatro con precisi caratteri e significati architettonici, spaziali, di cultura materiale e di cultura teatrale è necessaria per gli attori, i registi, gli scenografi che, nel XXI secolo, sono chiamati a mettere in scena le tragedie greche di V sec. a.C. negli spazi teatrali del teatro di Siracusa? Quale può essere il valore aggiunto di tale consapevolezza per la messa in scena contemporanea della tragedia greca? </p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/24 Doppia scena per Elena: il teatro di Siracusa e il teatro di Verona 2020-06-03T20:50:07+00:00 Raffaella Viccei raffaella.viccei@unicatt.it <p>Nell’<em>Elena</em> di Euripide il doppio è centrale. Questo contributo si propone di indagare modi, forme, estetiche impiegate dal regista e scenografo Davide Livermore per rendere lo sfaccettato tema del doppio dell’<em>Elena</em> sulla scena, negli stratificati, e diversi, spazi dei teatri antichi di Siracusa (INDA, maggio-luglio 2019) e di Verona (settembre 2019).</p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/12 Gli scenari del tragico nelle condizioni dello spazio urbano contemporaneo 2020-04-27T08:42:37+00:00 Pierluigi Salvadeo pierluigi.salvadeo@polimi.it <p>Oggi abbiamo una percezione diversa della geografia delle nostre città e dei tanti luoghi materiali e immateriali che rappresentano i riferimenti spaziali emblematici della nostra vita. Il cambiamento di percezione che abbiamo attraversato inconsciamente è dovuto ai flussi fisici e incorporei che attraversano la nostra esistenza, fatti di persone, cose, finanza, informazione, tecnologia o anche di più. Anche la nozione di luogo e di identità di spazio è cambiata, tuttavia questa nuova sfumatura di significato può essere soddisfatta all’interno di un’idea nuova e diversa di intrattenimento, in grado di mescolarsi in ogni tipo di realtà e diffondersi nella vita quotidiana della città e nella fitta rete di spazi nell’esperienza metropolitana. </p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Visioni del tragico https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/28 La tragedia greca, nostra contemporanea 2020-09-03T13:05:41+00:00 Sotera Fornaro sfornaro@uniss.it <p>La tragedia greca oggi è da intendersi come un’esperienza teatrale che si situa su un confine, quello tra il passato mitico del testo, il presente della messa in scena, il futuro delle possibili e infinite altre messe in scena e del ripetersi, in altre situazioni, della stessa esperienza, estetica, percettiva, corporea. La tragedia greca può perciò oggi significare un momento di passaggio e di confronto, in cui il passato mitico e il modello archetipico da essa evocati rappresentano uno squarcio nell’attualità, e perciò la tragedia si scontra con il muro del presente, vi fa breccia, diventa una cesura. </p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Sotera Fornaro https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/17 Tragedia per (o contro) la scena: sparse osservazioni su traduzione, regia e ‘proto-regia’ 2020-06-03T19:40:16+00:00 Federico Condello federico.condello@unibo.it <p>L’articolo discute il ruolo del traduttore teatrale come primo regista implicito della messinscena: casi di studio e tendenze generali, con speciale riguardo alla tragedia greca antica.</p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/7 L’Elena di Euripide, i porti chiusi e la fiamma pilota 2020-04-23T19:41:28+00:00 Walter Lapini walter.lapini@unige.it <p>In una Siracusa ideale il traduttore lavorerebbe gomito a gomito con il regista, con gli attori e con gli scenografi. I quali si consulterebbero su ogni battuta e su ogni dettaglio, provando e riprovando per sei mesi in un&nbsp;<em>brain storming</em>&nbsp;permanente, fra idee che sprizzano, calici levati e Alcibiadi che irrompono. La realtà è ben diversa. In sei mesi un regista può essere impegnato in tre, quattro lavori. E gli attori lo stesso. E quanto al traduttore, in genere traduce da solo e senza riscontri, per interpreti che ancora non conosce e per un pubblico che non conoscerà mai. D’altronde non è che un lavoro venga fuori peggiore solo perché si decide di dividerlo in pezzi e assemblarlo alla fine. Il mito del gruppo sinergico e del processo ‘organico’, <em>step by step</em>, è un vecchio residuo delle pedagogie sequenzialistiche, disperatamente ignare delle leggi con le quali il cervello umano progetta e realizza.</p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2019 Visioni del tragico https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/5 ‘Una parabola meravigliosa’: Peter Stein traduttore e regista dell’Edipo a Colono 2020-04-23T19:33:23+00:00 Gherardo Ugolini gherardo.ugolini@unive.it <p>Il saggio esamina la traduzione tedesca dell’<em>Edipo a Colono</em> di Sofocle, realizzata dal regista Peter Stein come base del suo <em>Ödipus auf Kolonos</em>, andato in scena nell’estate del 2010 al Festival di Salisburgo e quindi ripreso al Berliner Ensemble. Per questa versione dall’originale greco Stein ha adottato delle strategie traduttive già sperimentate nella precedente <em>Orestea</em> del 1980 con un intenso lavoro preparatorio basato sul confronto di varie edizioni critiche e lo studio di saggi interpretativi. Una tecnica di traduzione che si può denominare di “dilatazione espressiva” consiste nel rendere un termine o un sintagma del greco con molteplici sinonimi in tedesco con funzione esplicativa per il pubblico. Il saggio analizza inoltre alcuni aspetti della scenografia (come per esempio l’antinomia dei cromatismi per suggerire distinzioni ideologiche) e la corrispondenza tra la lettura prettamente “esistenziale” che suggerisce Stein con una diffusa prospettiva ermeneutica dell’<em>Edipo a Colono</em>.</p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2019 Visioni del tragico https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/2 Il sole e il sacrificio 2020-04-22T22:50:05+00:00 Valeria Turra valeria.turra@visionideltragico.it <p>Se guardiamo al <em>corpus</em> camusiano nel suo complesso, dovremo renderci conto che il peso specifico rivestitovi dal mito greco è da considerare immenso; le figure del mito, di norma ridisegnate in sovrapposizione con personaggi dell’universo narrativo dostoevskiano, vengono declinate da Camus in chiave del tutto originale, per rappresentare di volta in volta figure dell’assurdo o della rivolta, secondo le scansioni del pensiero dello scrittore, che vede la condizione umana dominata dalla coscienza di un radicale divorzio dal mondo (del tutto sordo alle esigenze dell’individuo, <em>in primis</em> alla necessità di dotare di senso il tempo limitato della propria esistenza), e illuminata solo dalla possibilità di una diuturna rivolta, da intendere soprattutto come volontà di non adeguamento all’assurdo e alle sue leggi disumanizzanti, spesso realizzate invece nel corso della Storia.</p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2019 Visioni del tragico https://www.visionideltragico.it/index.php/rivista/article/view/30 La voce del corpo sulla scena 2020-09-07T12:15:55+00:00 Francesco Puccio puccius1@gmail.com <p>L’obiettivo di questo contributo è analizzare il lavoro dell’attore “creativo” nello spettacolo <em>Matri-Arche</em> di Nin Scolari (rappresentato nell’area archeologica di Elea-Velia nel 2008), nel più ampio contesto dello studio sulla drammaturgia dell’attore, che ha compiuto, in questo caso, una ricerca su alcuni temi e personaggi della tragedia greca. Si cercherà di esaminare, infatti, come gli attori, nella messa in scena scelta come esempio, abbiano provato a trasferire il loro bagaglio di emozioni agli spettatori, anche al di là dei temi trattati.</p> 2020-07-20T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Visioni del tragico. La tragedia greca sulla scena del XXI secolo