Sogno al campo come ad un possibile luogo di incontro e condivisione, dove lavoro e immaginazione possono dialogare: un evento che si manifesta e si svela gradualmente nell’attraversare i suoi spazi a piedi, con fatica, facendone esperienza collettiva. Un luogo generativo in cui agricoltura e arte, insieme, possono creare visioni e sogni per il futuro.
Sono nato e cresciuto in collina, in una piccola località chiamata Gumba, sotto il comune di Alba nel cuneese; la mia famiglia ‘possiede’ 15 giornate di terra (antica unità di misura utilizzata tutt’ora in Piemonte) e mi sono sempre occupato della campagna da bambino e da ragazzo.
Sogni al campo nasce da una cassetta per uva in plastica rossa. Una di quelle con cui io e mio fratello partivamo da casa per andare a vendemmiare. Un campo dove ormai la vigna non c’è più e al suo posto hanno piantato alberi di nocciole che ‘rendono di più’ e ‘danno meno lavoro’, completando la trasformazione della collina in una monocoltura di noccioleti. Nell’arco della mia vita fino ad ora ho osservato un cambiamento radicale del vivere contadino; si è passato in breve tempo da un lavoro di comunità a quello di poche persone sole, da una manualità/artigianalità a un avanzato sviluppo tecnologico in cui c’è sempre meno posto per l’elemento umano e la collettività.
A questo si aggiunge una riflessione sul possesso della terra e la divisione geometrica del terreno, linee invisibili segnate da paletti di legno, pietre, fossati o alberi, che imprimono precise forme al paesaggio rurale. Come è possibile ‘dividere’ il terreno, se questo si muove e si modifica continuamente nel tempo? La terra è di chi la ‘possiede’ o di chi la lavora? Perché ci si riferisce al terreno e alle colture solamente in termini economici e di sfruttamento?
Oggi, mi sfugge il senso di ‘fare la campagna’ o ‘possederla’, e questo progetto nasce anche dalla speranza di ritrovarlo in me e in chi ancora la lavora.

Sabato 27 giugno, ore 17.30 e 19.00, La casa dei ragazzi IAMA/ La Fattoria dei Ragazzi Olgiate Molgora
SOGNI AL CAMPO un attraversamento Pluraldanza | AZIONIfuoriPOSTO
ANTEPRIMA NAZIONALE
un’azione fuori posto di e con Filippo Porro | progetto sonoro a cura di Biagio Cavallo | assistenza artistica e tecnica Silvia Dezulian | consulenza informatica Francisco Bertorello | produzione Pluraldanza | AZIONIfuoriPOSTO | con il supporto di Dancescapes/Bodyscape, azione a sostegno della ricerca coreografica promosso da Danza Urbana ETS, con il contributo del MiC, la collaborazione di h(abita)t - Rete di spazi per la danza e ORA - Orobie Residenze Artistiche” e di IterCulture APS, nell’ambito del progetto di residenze INNESTI | con il sostegno di IN SITU PLATFORM, cofinanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea | vincitore Dancescapes/Bodyscapes 2024 | vincitore IN SITU PLATFORM 2025-2028 Open Call #1 | vincitore Danza Urbana XL 2026
