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Antigone di J. Anouilh, regia di R. Latini, 2026

 

Scritta negli anni dell’occupazione tedesca sotto il governo di Vichy, l’Antigone di Jean Anouilh andò in scena la prima volta il 6 febbraio 1944 al Théâtre de l’Atelier, incastonato tra le viuzze di Montmartre.

Mami, Mario Banushi, Triennale Milano 2026

«Mia madre mi ha messo al mondo insieme a migliaia di altri bambini. Era un’ostetrica. MAMI è un inno a tutte le donne che ci hanno cresciuti. Quando avevo circa un anno, mia madre dovette lasciarmi con mia nonna in Albania e andarsene. Fino a tredici anni, ho chiamato mia nonna “mami”. Quando mia madre mi portò con sé ad Atene, sono cresciuto nell’appartamento sopra il forno dove lavorava, con l’odore del pane appena sfornato. Sono cresciuto circondato da molte donne. Sono cresciuto tra giovani donne e donne anziane. Sono cresciuto con più di una madre. Questo spettacolo è per loro: un desiderio, una preghiera per il peso che la parola “mamma” porta sia ​​per chi la sente sia per chi la pronuncia. Chi si prende cura di chi – non ho mai capito questa relazione complicata. E non la capirò mai. Ma sto cercando di districarla come un cordone ombelicale, come le viscere che collegano la vita alle sue radici».

Mario Banushi

(English version to follow)

Sono passati vent’anni da quando ho assistito a un’Antigone al Berliner Ensemble: si trattava della rielaborazione di Bertolt Brecht, messa in scena in occasione dei 50 anni della sua morte, per la regia d’eccezione del novantenne George Tabori. Difficile allontanare dalla memoria il Creonte farsesco con maschera bianca e ampio mantello rosso che il Re folle avvolgeva su di sé e poi apriva a ventaglio mentre compiva passi di danza sfrenata sul baratro, lasciando una scia di disperazione incosciente. Se entrare nel teatro di Bertolt Brecht assomiglia sempre al compiere un rito, tanto più l’atmosfera rituale si ripete quando in scena c’è un’ Antigone – data l’importanza che questa tragedia nella versione brechtiana ha avuto nella seconda parte del Novecento sino ad oggi. Intanto, in questi vent’anni, Berlino e il mondo sono molto cambiati.

Antigone, Berliner Ensemble, 2026

(English version to follow)

Il Berliner Ensemble, storico teatro della capitale tedesca, legato al magistero di Bertolt Brecht e alla sua scuola, ha iniziato il 2026 con un’attesa messinscena dell’Antigone di Sofocle, affidata alla regia dell’olandese Johan Simons, uno dei registi più noti del panorama internazionale, già direttore artistico del teatro NTGent, dei Münchner Kammerspiele e dello Schauspielhaus di Bochum. La premiere è stata celebrata lo scorso 15 gennaio e le repliche che sono seguite hanno registrato il tutto esaurito.