Il lavoro Nessun cielo è senza luce nasce da una domanda che mi accompagna da molti anni: quale spazio può avere oggi la spiritualità nella nostra vita? Mi interrogo spesso sul ruolo che hanno avuto, e continuano ad avere, l’eredità mistica e spirituale cristiana ed ebraica nel nostro modo di guardare il mondo. Cosa ha ancora senso? Quali valori sono davvero universali e possono ancora parlarci? E cosa invece è arrivato il momento di lasciare andare? Sono domande che ci attraversano, credenti e non credenti, perché fanno parte della cultura in cui siamo cresciuti.
In questo percorso di ricerca ho incontrato San Francesco. Lo conoscevo, come molti, in modo piuttosto superficiale. Studiandolo ho scoperto invece una figura di una radicalità sorprendente, profondamente umana e persino contemporanea. È stato un mistico capace di mettere in discussione il potere, la proprietà, il rapporto con il corpo, con gli altri esseri viventi e con la natura. Molti aspetti della sua storia sono stati semplificati o rimossi nel corso dei secoli, e proprio questo mi ha spinto ad approfondirli. L’occasione degli ottocento anni dalla sua morte è diventata il momento giusto per trasformare questa ricerca in una performance.
Nessun cielo è senza luce nasce così: dall’incontro tra i testi originali di San Francesco, Santa Chiara e Sant’Agnese e il pensiero di autori contemporanei come Leonardo Boff, Ailton Krenak, Donna Haraway, Mark Fisher, Byung-Chul Han e molte altre. Le loro parole dialogano con il mio sguardo attraverso musica elettronica eseguita dal vivo, voci artificiali, canti gregoriani, field recordings e immagini.
Il lavoro prende forma anche grazie alla collaborazione con Salvatore Insana, artista visivo e filmmaker, che considero una parte fondamentale del progetto. Non volevamo costruire un semplice accompagnamento visivo alla musica, ma un vero dialogo tra suono e immagine. Le sue immagini originali, girate tra paesaggi naturali, dettagli materici e corpi, si intrecciano con materiali d’archivio dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), generando un tempo sospeso in cui il tempo di Francesco, il presente e una possibile dimensione futura convivono. Da questi materiali sono nati anche gli avatar che interpretano dal vivo alcuni brani: non personaggi digitali, ma presenze, quasi apparizioni, che condividono la scena con me e contribuiscono a costruire una dimensione rituale, sospesa tra memoria, tecnologia e spiritualità.
Quello che mi interessa non è raccontare San Francesco come una figura del passato, ma metterlo in relazione con le domande del presente. In un’epoca attraversata dall’intelligenza artificiale, dalla crisi ambientale e da un modello economico fondato sul consumo, mi chiedo se sia ancora possibile parlare di spiritualità senza nostalgia, come pratica critica e come ricerca di senso. Questo lavoro nasce dal desiderio di aprire uno spazio di dialogo tra tradizione e tecnologia, tra umano e non umano, tra memoria e futuro. Più che offrire delle risposte, prova a tenere vive alcune domande che considero sempre più urgenti.
Domenica 5 luglio, ore 21.00 Chiesa di San Michele al Monte Barro, Galbiate
Nessun cielo è senza luce PRIMA REGIONALE
ideato e realizzato da Luca Maria Baldini | live electronics Luca Maria Baldini | video Salvatore Insana | in collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Tirana
