Girovagando nei territori delle motivazioni per cui nella vita a volte succedono cose che hanno l’aspetto di una semplice sfortuna, ma che in verità non lo sono, mi sono imbattuto nel lavoro di Anne Ancelin Schützenberger: e precisamente nel libro la sindrome degli antenati.
Avevo sempre avuto la sensazione che un incidente quasi mortale che avevo avuto intorno ai 18 anni avesse significati più profondi. Come se fosse sempre stato un limitare, una soglia che avevo dovuto attraversare. Qualcosa che non apparteneva a me direttamente ma alla quale dovevo rispondere in prima persona. Scopro così quello che la Schützenberger chiama la sindrome da anniversario cioè quella celebrazione, quasi sempre inconscia, che mettiamo in atto all’interno del lessico familiare, di un qualche trauma subito, appartenuto alla nostra famiglia. Mio nonno, nello stesso periodo dell’anno, sempre quando lui era giovane, aveva avuto un incidente simile. Ed è questa la sindrome da anniversario. Questa è la celebrazione a cui mi sono dovuto sottomettere, ripetendo l’incidente.
Avrei voluto scavare più a fondo, andare più indietro nel tempo, verificare se suo nonno, cioè il nonno del mio, avesse avuto un incidente simile. Riuscire a capire l’origine di questo anniversario perché capendone l’origine, spesso, come dice la Schützenberger, si riesce a rendere cosciente l’evento traumatico e quindi a interromperlo, spezzarlo definitivamente. Narra per esempio la Schützenberger che qualcuno in cura da lei aveva l’asma ed è riuscito a migliorare solo quando ha individuato che molte generazioni prima un suo antenato era stato gasato ad Auschwitz.
Il desiderio di condividere queste scoperte, il desiderio sempre di individuare le forze che ci attraversano, spesso inconsce, e che ci obbligano a risposte automatiche di fronte a fatti e a eventi della vita, ha dato il via alla scrittura dello spettacolo Passato Remoto.
Foto ©: Alvise Alessandro Crovato
Sabato 4 luglio, ore 21.00 a Campsirago Residenza
Passato remoto SECONDO STUDIO
di Oscar De Summa | progetto sonoro Oscar De Summa e Davide Fasulo | produzione Teatro Metastasio di Prato
