IL CICLOPE COME SISTEMA
Il Ciclope di Euripide è l’unico dramma satiresco a noi pervenuto per intero; una forma minore, si è sempre detto: il rovescio basso della tragedia. La Congiura dei Nessuno prende questo rovescio sul serio. Lo tratta non come eccezione ma come specchio, e scopre che ci abitiamo dentro da secoli.
Pippo Sileno lavora da quarant’anni come operaio e tuttofare per il Ciclope: un CEO di basso rango che vede il mondo da un occhio solo, quello del Profitto. Il Ciclope ha ereditato le fabbriche del padre, e le gestisce con la sicumera di chi confonde l'intuito con la visione. Sileno è l’unico operaio rimasto nella cavernosa fabbrica di “B.O.H. - Bolo Organico Hydrogenato” e il pubblico entra nello spazio come coro delle Nuove Reclute, convocato a un Open Day di assunzioni. La quarta parete non viene rotta, perché non c’è mai stata sin dall’inizio.
Quello che Beercock fa con la fonte euripidea è lungi dall’attualizzazione nel senso consueto e ancor più dal mito travestito da contemporaneo. Piuttosto propone un’archeologia rovesciata: il presente, proiettato in questo caso in un futuro post-storico, distopico ma verosimile, in cui le tecnologie e le intelligenze artificiali, per come le conosciamo e sogniamo, sono crollate, è letto attraverso il mito come se il mito stesso fosse sempre stato una profezia di questo momento.
I NUOVI CICLOPI E LA GRANDE FAMIGLIA DEL PROFITTO
Il Ciclope non vede perché non vuole: la sua cecità non è una pena ma un privilegio camuffato da visione. Sileno, che in questa versione si assume il ruolo del Nessuno, scopre nel corso dell’azione che la propria invisibilità è l'unica forma di libertà che il sistema non riesce a nominare. E quindi a possedere.
“Nominare è Dominare”: il motto centrale dell’opera è anche la sua chiave drammaturgica. Chi non ha nome non può essere registrato. Chi è Nessuno sfugge al controllo: non tanto per forza, quanto per assenza.
La rivelazione di Sileno diventa una presa di posizione: ha sempre abitato quella soglia ma non lo sapeva.
SCRITTURA IBRIDA, REGIA PRIMITIVA, MUSICA DI METALLO E CARNE
Il linguaggio è deliberatamente ibrido: dall’eloquenza tragica ai modi di dire quotidiani, dalle frasi motivazionali del management à-la Silicon Valley ai lamenti del precario cronico.
Le musiche dal vivo — elettronica live, black metal, body percussion e canti a tenore siciliani — si intrecciano con la Sikinnis, l’antica danza satiresca.
Il cantiere è l’ambiente principale: fabbrica gotica-primitiva e non-luogo universale insieme, dominato dal fuoco e da suoni industriali. Le luci sono diegetiche, mosse dai performer stessi: lanterne, lampade da autorimessa.
Alla fine, non rimane una risposta, ma una domanda posta in modo irrevocabile: cosa si fa, una volta liberi?
“Mentite alla luce del sole: fate la Resurrezione” urla Sileno, mentre tutto intorno brucia in mezzo alla furia insicura del Ciclope.

UN FRAMMENTO DEL TESTO
CICLOPE
non capisco
come fai a dire che
Nessuno è sempre al posto giusto
quando serve?
SILENO
perché Nessuno deve compiere
uno sforzo enorme
per essere quello che non è
e per essere dov’è
CICLOPE
e quindi come fa?
SILENO
non fraintendere
quando te lo aspetti di meno
ecco che te lo trovi davanti
CICLOPE
Nessuno è
più di un’ombra
vero?
SILENO
per tanto tempo
Nessuno è stato
al mio fianco in silenzio
poi ho smesso di cercare
e -
Nessuno si è fatto vivo
CICLOPE
quindi Nessuno
è davvero importante
SILENO
è questo che ti preoccupa?
hah
ma tu hai l’occhio
per queste cose
Foto ©: Alvise Alessandro Crovato
Giovedì 2 luglio, ore 22.00, Villa Sirtori di Olginate
La Congiura dei Nessuno
ANTEPRIMA NAZIONALE
con Giovanni Alfieri e Sergio Beercock | regia e testo Sergio Beercock | liberamente ispirato a Ciclope di Euripide | aiuto regia e movimento scenico di Ludovica M. Poerio | musiche originali di S. Beercock | contributi creativi di G. Alfieri, D. Cirri E G. Bodenza | ideazione scenica La Mandria | produzione BABEL | con il sostegno di Campsirago Residenza, LaMaMa Umbria International, Spazio Franco
