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Sabato 7 agosto a Porto San Giorgio (Fermo), in prima nazionale, nel contesto della rassegna Epos/TAU 2021, verrà rappresentato FRATELLI.Qual doglia incombe sulla mia città?, di e con Edoardo Ripani,  rielaborazione contemporanea da “I Sette Contro Tebe” di Eschilo, dalla “Tebaide” di Stazio e dall’ “Antigone” di Brecht. Torneremo su questa performance e sul suo tema; anticipiamo qui la presentazione dello spettacolo dello stesso autore, che ringraziamo. 

Patrizio Peci

Patrizio Peci fu militante regolare e figura di spicco delle Brigate Rosse tra il 1974 e il 1980, quando venne arrestato a Torino. Poco dopo il suo arresto decise di collaborare con forze dell’ordine e magistratura, divenendo il primo pentito e collaboratore di giustizia nella storia del terrorismo italiano. Le sue deposizioni furono decisive per comprendere la struttura dell’organizzazione terroristica e ne facilitarono lo smantellamento.

Patrizio Peci intervistato da Enzo Biagi
Roberto Peci, fratello minore di Patrizio, militò per un breve periodo in gruppi marchigiani di estrema sinistra, senza mai unirsi alla lotta armata. Fu rapito il 10 Giugno 1981 da un commando di brigatisti e, dopo 54 giorni di prigionia, fu ucciso dai terroristi. Si trattò di un atto di vendetta nel contesto della cosiddetta “campagna contro i traditori” lanciata dalle BR guidate da Giovanni Senzani, con l’intento di colpire chi “aveva tradito la rivoluzione” e cooperato con lo Stato Italiano.

Notizia dell'arresto di Patrizio Peci

Questa vicenda rappresenta in maniera esemplare gli anni di piombo, fatti di sogni diventati incubi, di perdite dolorose, tradimenti, omicidi infami, deliri di onnipotenza e lacrime infinite. Quegli anni hanno segnato un’intera generazione, con ferite che non si sono ancora completamente rimarginate. Per chi ha vissuto quel decennio è difficile parlarne con distacco, così come è difficile per l’Italia costruire una memoria nazionale comune di quella fase storica.

Roberto Peci arrestato dalle Brigate RosseEdoardo Ripani è nato nella stessa città dei fratelli Peci, San Benedetto del Tronto, ed è cresciuto nello stesso quartiere di una parte della famiglia Peci. San Benedetto è conosciuta in Italia per i suoi pescatori, il polo industriale del ghiaccio, la sua gloriosa squadra di calcio e per la presenza di un nucleo brigatista
considerevole negli anni Settanta.

Il corpo di Patrizio Peci ritrovato alle Capannelle
La tragica vicenda di Patrizio e Roberto Peci è ancora oggi una ferita aperta per tutti i sambenedettesi, una vicenda che ha già in sé tutti gli elementi della tragedia greca. Ne “I Sette contro Tebe” di Eschilo, che echeggia durante tutta la pièce, il coro è formato dalle “fanciulle tebane”, testimoni della guerra che incendia la loro città. In Fratelli. Qual doglia incombe sulla mia città? questo ruolo di testimonianza è interpretato dal “Coro delle Sambenedettesi”, un coro costituito da donne di San Benedetto del Tronto, testimoni proprio di quella stagione.

Ritaglio di giornale con la notizia della morte di Peci
L'intera impalcatura drammaturgica della performance segue la struttura di un'antica tragedia greca, poiché questa storia è una tragedia italiana contemporanea, in cui si mescolano potere, rapporti familiari e orribili misfatti, come nel “Ciclo Tebano”. Patrizio e Roberto potrebbero essere considerati come due Eteocle e Polinice contemporanei, in una San Benedetto maledetta, Tebe contemporanea. Il “Coro delle Sambenedettesi” porta in scena i corpi e le voci di una città perduta, disgregata dalle tragiche vicende degli anni di piombo Tuttavia l'aspetto femminile è importante anche per un altro motivo: in tutta la storia dei fratelli Peci le uniche sopravvissute, seppur con il peso di un grande dolore, sono le donne. La madre, le due sorelle, la vedova e la figlia di Roberto. È il destino delle donne di San Benedetto, che per secoli hanno pianto i loro uomini annegati nel mare Adriatico.

Intitolazione di una via a Roberto Peci


Fratelli. Qual doglia incombe sulla mia città? è una performance che mescola narrazione, documentario e installazioni pirotecniche. Nello spettacolo interagiscono due linee parallele: una è fatta di parole e documenti che ricostruiscono la storia dei due fratelli; l'altra è composta da immagini e metafore pirotecniche, che riproducono l'atmosfera violenta di quegli anni.
Proporre questo spettacolo esattamente 40 anni dopo i tragici eventi dell’estate ‘81 ha un alto valore simbolico, per ricordare Roberto Peci, vittima innocente di un’orribile guerra.


Dal primo libro della “Tebaide” di Stazio:


Ah miseri fratelli! Dove vi tragge
cieco furor a scelerate guerre?
Perfidi, forse che da voi s’aspira
a conquistar quanto da i lidi Eoi
trascorre il sole a la marina Ibera?
E ciò che obliquo mira? E fin là dove
spira Borea gelato? E dove scalda
con i tepidi fiati il torri d’Austro?
E che fareste, se raccolti in uno
di Frigia e Tiro fossero i tesori?
Un luogo infausto, una città crudele
fur seme d’odio: de l’infame Edippo
con sì ree furie fu comprato il trono.


Da “I sette contro Tebe” di Eschilo: 


Ahi, ahi, ahi, ahi!
D'intorno ai muri fragore di cocchi
odo, Era venerabile!
Degli assi onusti odi stridere i mozzi,
dilettissima Artemide!
Infuria l'etra squassato dai cuspidi!
Qual doglia incombe su la mia città?
A quale esito il Dio la condurrà?
Ahi, ahi, ahi, ahi!

 

Nelle immagini: Patrizio Peci a processo; intervistato da Enzo Biagi (l'intervista si può rivedere qui); la notizia dell'arresto; Roberto Peci prigioniero delle Brigate Rosse;il corpo di Roberto Peci (fonte ansa); ritaglio di giornale con la notizia della morte; intitolazione di una strada a Roberto Peci a San Benedetto del Tronto. Sotto la locandina della rassegna Epos di quest'anno.  

Locandina della rassegna Epos 2021