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- Gherardo Ugolini
- Visioni e re/visioni
Tra tutte le figure della mitologia antica Medea è quella che più ha ispirato l’arte cinematografica. Oltre ai classici di Pier Paolo Pasolini e Lars von Trier, si possono ricordare i film di Arturo Ripstein, Tonino De Bernardi, Alice Diop[1]. Si aggiunge ora all’elenco Gavagai del tedesco Ulrich Köhler, pellicola prodotta nel 2025, da poco uscita in Germania, ma già presentata in vari festival cinematografici (il New York Film Festival, dove ha celebrato la premiere mondiale, la Viennale, il Festival di Zurigo e il Festival del cinema tedesco di Roma).
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- Giacomo Scavello
- Visioni e re/visioni
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Nell’inesauribile storia della ricezione dell’Antigone di Sofocle, la figura di Ismene non ha avuto un destino molto fortunato.
Leggi tutto: PER ISMENE. Le ragioni della vita contro la guerra in Carole Fréchette
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- Gherardo Ugolini
- Visioni e re/visioni
Il primo effetto dell’Alcesti diretta da Filippo Dini, in scena al Teatro Greco di Siracusa per la 61esima stagione delle rappresentazioni classiche, non è la commozione, bensì l’imbarazzo. Non l’imbarazzo dello spettatore davanti a una regia che aggiorna il mito, perché l’attualizzazione in sé non è né un merito né una colpa, bensì un atto dovuto verso i grandi modelli del teatro antico.
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- Sotera Fornaro
- Visioni e re/visioni
Nelle trincee della Prima guerra mondiale, nel terrore e nell’orrore di vivere sottoterra in attesa della morte, un giovane poeta tedesco che aveva fortemente creduto, come tanti ragazzi della sua generazione, alla guerra come pulizia del mondo e agli ideali nazionalistici, finì per impazzire.




