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A Tebe si soffre per il cambiamento climatico: la terra è arida, l’aria inquinata, l’acqua potabile scarseggia sempre più. Eppure il paesaggio e le città sono intasate dal traffico e da  autostrade a più corsie. Quando si darà una svolta a tutto ciò? I moniti dei profeti restano inascoltati, un coro di anziani infuriati, che non vogliono rinunciare al loro benessere, si ostina a difendere lo status quo, mentre i leader politici Edipo e Creonte si contendono il potere. Giocasta, moglie di Edipo, si schiera con le élites e nega ai cittadini ogni possibilità di decidere. In questa situazione senza via d’uscita, cosa dice l’oracolo di Delfi? E quali verità annuncia agli uomini il veggente cieco Tiresia?

Trilogia dell'Assedio, Teatro Storchi, Teatro delle Passioni 2025

Lo scorso febbraio 2025, nell’anno del ventennale dalla sua fondazione, la compagnia modenese Teatro dei Venti ha presentato in prima assoluta al Teatro delle Passioni di Modena, in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e con il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, il progetto drammaturgico in tre episodi Trilogia dell’Assedio, con la regia di Stefano Tè,  e la drammaturgia dell’autore, attore e regista Vittorio Continelli, la poetessa Azzurra D’Agostino e lo stesso Tè.

Estate of Bernard Safran, Medea (1964, revised 1994), oil on masonite, 86.4 x 104.1 cm;

Medea in Belgio. Tra mito e storia di un caso giudiziario  

Ogni messa in scena di Milo Rau, tra i più noti e acclamati registi di teatro nel panorama internazionale, può essere considerato un archivio di riflessioni e di azioni, performative e politiche, su temi fondamentali della storia e società contemporanea.

Die Frauen von Trachis, regie Jossi Wieler, @Matthias Horn

Un’enorme cassettiera, al centro del palco, domina la scena. La cassettiera è il luogo dove si conservano gli oggetti, ma in Die Frauen von Trachis funge anche da luogo dove i personaggi della tragedia cercano rifugio, nascondendosi, e da dove, spuntando fuori dai cassetti all’improvviso, cercano di fuggire. Questo mobile riproduce in grande un pezzo di arredamento tipico di una casa borghese tuttavia proprio le sue dimensioni spropositate suggeriscono allo spettatore non intimità familiare o rassicurazione ma un peso, una simbolica ponderosa eredità che grava sulla scena, estranea ai personaggi e al pubblico.