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Visioni e re/visioni
- Sotera Fornaro
- Visioni e re/visioni
Il 28 ottobre 2020, a proposito dei disordini scoppiati in varie piazze d’Italia per reazione all’ultimo DPCM, il sociologo Marco Revelli ha dichiarato in un’intervista al Fatto quotidiano: «Sono piazze tragiche, nel senso letterario del termine, perché sono espressione di situazioni nelle quali non si può scegliere tra un bene e un male, tra una soluzione positiva e una negativa. Nelle tragedie, purtroppo, si sceglie sempre tra due mali».
Il trovarsi di fronte a un dilemma che non si può sciogliere costituisce, in effetti, un elemento tragico: la tragedia consiste anche nel conflitto, nell’antagonismo tra principi ugualmente validi che cercano autonomamente di affermarsi, senza alcuna possibilità di conciliazione.
Leggi tutto: Pandemia e tragedia. Piazze tragiche e dignità da eroi.
- Sotera Fornaro
- Visioni e re/visioni
«Avevamo fame. In quel mese d’agosto, con le nostre tessere annonarie, mia madre era riuscita ad acquistare soltanto due uova, cento grammi d’olio e ottanta grammi di margarina. La nostra razione quotidiana di pane nero era precipitata a meno di duecento grammi. Quella di carne si era ridotta a tal punto che gli spiritosi affermavano che la si sarebbe potuta avvolgere tutta in un biglietto del metrò…purché non fosse stato obliterato.
- Paolo Puppa
- Visioni e re/visioni
Si pubblica qui come primo testo della rubrica 'Drammaturgie' una riscrittura di Paolo Puppa del tema di Filottete, apparsa per la prima volta nei 'Quaderni Veneti' del 2.1.2013.
Filottete, nel mito, viene abbandonato su un'isola deserta dall'esercito greco che naviga verso Troia, perché disturba la comunità con le sue grida di dolore. Filottete è affetto da una ferita inguaribile, che lo rende diverso dagli altri e inservibile come soldato. Al decimo anno di guerra, però, quando i Greci non hanno ancora conquistato Troia, un oracolo predice loro che la città cadrà solo quando Filottete e il suo arco verranno riportati sotto le mura della città assediata.
Leggi tutto: 'Filottete': università, lacerazione dell'individuo, emarginazione
- Sotera Fornaro - Raffaella Viccei
- Visioni e re/visioni
Una corrente del teatro contemporaneo si definisce teatro documentario e consiste nella performance, attraverso i media performativi e i luoghi del teatro, non di testi drammatici scritti per essere performati, ma di documenti, che sono proposti al pubblico nella loro struttura nuda e originaria.
Leggi tutto: La tragedia greca, il corpo, le parole di Aldo Moro (e di Fabrizio Gifuni)




