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Si pubblica qui l'introduzione al libro di Giuseppe Zanetto, Miti di ieri storie di oggi. La tragedia greca racconta le passioni e il destino del nostro mondo, appena apparso per Feltrinelli nella collana  FeltrinelliKids. In realtà il libro parla ad un pubblico ben più vario ed esteso di quello dei più giovani, a cui la collana è destinata:  l'autore, grecista di fama internazionale, riesce in uno stile piano e accattivante a mettere in luce come le questioni sollevate dai testi tragici greci riguardino tutti noi, nonché a intrecciare fittamente i temi della tragedia greca con quelli di romanzi e altre opere della contemporaneità. 

La versione originale in turco e in tedesco di questo intervento è stata pubblicata sul sito del Maxim Gorki Theater di Berlino, qui . Si ringrazia il teatro e l’autore per aver permesso sul nostro blog la pubblicazione della traduzione italiana, a cura mia e di Monica Marotta (S.F.)

A metà ottobre doveva esser scritta una pagina storica al teatro statale di Istanbul. Per la prima volta da quando è stato fondato, 106 anni fa, doveva esser rappresentato un dramma in lingua curda. Gli attori avrebbero dovuto interpretare Clacson, trombette e pernacchi di Dario Fo: avevano già terminato le prove, indossato i costumi e stavano lì per lì per andare in scena, quando un uomo entrò in teatro.

 

 

Il 28 ottobre 2020, a proposito dei disordini scoppiati in varie piazze d’Italia per reazione all’ultimo DPCM, il sociologo Marco Revelli ha dichiarato in un’intervista al Fatto quotidiano: «Sono piazze tragiche, nel senso letterario del termine, perché sono espressione di situazioni nelle quali non si può scegliere tra un bene e un male, tra una soluzione positiva e una negativa. Nelle tragedie, purtroppo, si sceglie sempre tra due mali».

Il trovarsi di fronte a un dilemma che non si può sciogliere costituisce, in effetti, un elemento tragico: la tragedia consiste anche nel conflitto, nell’antagonismo tra principi ugualmente validi che cercano autonomamente di affermarsi, senza alcuna possibilità di conciliazione.

 

 «Avevamo fame. In quel mese d’agosto, con le nostre tessere annonarie, mia madre era riuscita ad acquistare soltanto due uova, cento grammi d’olio e ottanta grammi di margarina. La nostra razione quotidiana di pane nero era precipitata a meno di duecento grammi. Quella di carne si era ridotta a tal punto che gli spiritosi affermavano che la si sarebbe potuta avvolgere tutta in un biglietto del metrò…purché non fosse stato obliterato.